
Nasce a Chiusi il 29 Aprile 1969. Inizia a dedicarsi alla pittura dai primi anni Novanta concentrandosi su soggetti paesaggistici e sperimentando le tecniche tradizionali (olio, acrilico e acquerello). Pittrice dalla spiccata sensibilità coloristica è soprattutto quest’ultima la tecnica che trova maggiormente affine al proprio spirito. Dal 2010 la sua produzione viene sistematizzata e la pittura diviene un impegno costante, tanto da farle aprire uno studio a Chiusi: “Il Punto di Fuga”. Qui si apre anche a realtà interiori che la spingono verso una pittura completamente nuova. Quello che l’artista vede esternamente, restituendolo in forma tradizionale, internamente emerge con una forza espressiva inconsueta e diametralmente opposta alla normale produzione. Nascono opere ampiamente introspettive che abbandonano il ricorso alla tradizione per dirigersi verso linguaggi astratto informali di forte impatto emotivo. Tale svolta viene registrata dal mondo artistico che inizia ad accorgersi di lei attraverso collettive nazionali e internazionali: nel 2012 una sua opera viene “segnalata” in una mostra collettiva presso la Galerie Thuillier (Parigi), e nel 2013, presso la Amart Gallery (Bruxelles). Da questo momento l’attività espositiva di Roberta Betti corre in parallelo a quella dell’atelier portandola nel 2014 ad esporre nuovamente a Parigi in una collettiva nel prestigioso Salone della Torre Eiffel. Nel 2016 la grande personale al Castello di Sarteano intitolata Il Senso Invisibile in cui, per la prima volta, l’artista presenta l’intero itinerario estetico legato alla sua produzione artistica più recente. La Personale del 2019 a Milano, presso la Galleria Spazio Porpora intitolata Il Graffio dell’Anima.
CUSTODIRE IL CREATO - SPELLO, Palazzo Comunale
Opere
Le Anime 5, 2021, tecnica mista su tela, 100 x 100 cm
Le Anime 8, 2021, tecnica mista su tela, 80 x 80 cm
Didascalia Opere
Dalle passioni dell’anima delle serie precedenti (Introspezione) la pittura conduce verso la riflessione filosofica sul rapporto tra presenza e assenza, in un costante rimando fra dentro e fuori, spirito e materia, luce e oscurità. Si giunge ad un confronto con elementi impalpabili come le “anime”. In questa serie l’artista si confronta con questo tema sfuggente, nel tentativo d’interpretare quelle entità invisibili che nella sua pittura sono sempre state presenti come richiamo sentimentale latente. C’è una ricerca sul corpo che si fa sostanza inafferrabile e che tenta di sintetizzare la forma in una componente non della materia ma della luce.
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