Pippo Cosenza è nato a Palermo nel 1942, città in cui ha iniziato la sua formazione culturale e scientifica. Trasferitosi a Perugia nel 1969, ha vissuto un percorso intellettuale singolare: laureato in Ingegneria Nucleare a Palermo, ha successivamente conseguito il diploma in Tecniche della Scultura presso l'Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia. Questa dualità tra rigore logico-matematico e urgenza creativa è il fulcro della sua ricerca espressiva. La Poetica della Memoria e del Simbolo. L’arte di Cosenza si nutre del legame sentimentale con la sua terra d’origine, trasfigurando la nostalgia attraverso il "filo della memoria". Le sue opere non sono semplici rappresentazioni, ma linguaggi mentali in cui immagini misteriose e simboli alchemici diventano codici da decodificare. La sua ricerca è stata definita da alcuni critici come un percorso di attualizzazione di una Neo Pop Art, in cui l'artista riabilita componenti tecnologici e materiali quotidiani, riconsegnandoli alla storia in una nuova veste funzionale e iconica. Caratterizzata da un uso energico del gesto, la pittura di Cosenza si manifesta attraverso stratificazioni materiche: l’uso di impasti densi e texture complicano la superficie della tela. L'inserimento di ritagli di giornale, carta stampata e oggetti decontestualizzati creano un dialogo tra astratto e figurativo. Un'armonica disposizione di forme e colori riflette la sua formazione scientifica nella costruzione visiva dello spazio. Fondatore dell’Associazione culturale "Spazio 121 Arte" a Perugia, Cosenza è un animatore costante della scena artistica contemporanea. Negli ultimi anni ha partecipato a numerosi workshop nazionali e internazionali e ha curato diverse mostre collettive, confermando un "sacro fuoco creativo" che lo vede protagonista in esposizioni personali e collettive in tutta Italia.

 

 

STATI D'ARTE 2026

 

Abitare la Natura, 2026, Tecnica Mista su tavola 100 x 100 cm 

 

Questo paesaggio informale non descrive la natura, ma la abita. Attraverso stratificazioni di colore e graffi materici, l'opera evoca la forza primordiale del Cantico delle Creature. Non vediamo un luogo fisico, ma l'eco visiva di Madre Terra. È un invito a sentire la sacralità del creato nella sua essenza più pura, spoglia e vibrante. In sintonia con il principio francescano di perfetta letizia e povertà, il dipinto rifiuta l'illusione figurativa per abbracciare la realtà della materia. Pigmenti terrosi, superfici ruvide e squarci di luce celebrano la bellezza dell'essenziale. Un paesaggio assoluto, dove la natura non è un oggetto da ammirare, ma una presenza viva con cui dialogare." 

 

 

 

Ascesi, 2026, Tecnica mista su tavola, 100 x 50 cm

Quest'opera cattura l'essenza più profonda del percorso spirituale di Francesco d'Assisi: l'ascesi come totale svuotamento di sé per accogliere il divino. Il dipinto vuole traspone in forme e colori (come un vascello in cerca di approdo) l'itinerario dell'anima francescana.

Attraverso una composizione che predilige la verticalità, rappresenta il superamento della gravità terrena. Il Vascello elemento simbolico che sintetizza il viaggio tende verso l'alto, evocando la preghiera sul monte Averna e il dialogo silenzioso con l'Assoluto. I toni cromatici e la gestione della luce sottolineano questo passaggio: dalla densità della materia alla trasparenza dello spirito. "Ascesi" diventa così un invito per l'osservatore a spogliarsi del superfluo per ritrovare l'essenziale.