
Pierluigi Di Michele, in arte PierGio (Pescara, 1969), è architetto, pittore e scultore. Fin da giovane si distingue in numerosi concorsi di pittura estemporanea, avviando un percorso artistico caratterizzato da continua ricerca e sperimentazione. Sensibile ai cambiamenti della realtà e al dialogo tra razionalità e dimensione interiore, sviluppa un linguaggio personale che attraversa pittura e scultura, dando vita a forme antropomorfe essenziali e fortemente evocative. La sua ricerca artistica si concentra sull'essenza dell'essere umano e sul rapporto tra individuo, memoria e trasformazione. Attraverso segni, colori e materiali diversi, costruisce un universo espressivo in cui la figura si fa simbolo, capace di evocare emozioni, riflessioni e stati interiori. Le sue opere si distinguono per l'equilibrio tra impulso creativo e sensibilità progettuale, frutto della formazione architettonica che permea l'intero percorso artistico. Nel corso della carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Internazionale Berlino, il Premio Internazionale Arte Milano 2017, il Premio Internazionale Raffaello 2018 e il Primo Premio Internazionale Arte Palermo 2018. Critici e studiosi ne hanno evidenziato la capacità di trasformare l’opera in un’esperienza emotiva e simbolica, fondata su originalità espressiva, ricerca formale e costante innovazione. STATI D'ARTE 2026 Alchimie d’Abruzzo, 2026, tecnica mista, 44,5 x 70 cm Sintesi – Alchimie d’Abruzzo Alchimie d’Abruzzo di PierGiò non rappresenta semplicemente il territorio abruzzese, ma ne cattura l’essenza più profonda e simbolica. Al centro dell’opera, due mani che si sfiorano generano una luce trasformativa, metafora alchemica della nascita dell’identità e della continua metamorfosi della materia. Attorno a questo nucleo si dispongono i simboli dell’Abruzzo — montagne, orso, trabocco — ridotti a segni archetipici e universali, liberati da ogni funzione descrittiva. Attraverso un linguaggio visivo che fonde pop art, simbolismo e riferimenti alchemici, PierGiò trasforma il paesaggio in una costellazione di significati. L’Abruzzo emerge così come una realtà viva e dinamica, sospesa tra natura e mito, sacro e contemporaneo. L’opera racconta l’identità non come eredità immutabile, ma come un processo continuo di creazione e trasformazione.
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