Perugia 1884 - 1977

 

Gerardo Dottori nasce l’11 novembre del 1884 a Perugia. Terminate le scuole elementari inizia a frequentare i corsi propedeutici serali dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”. Tra il 1904 e 1907 realizza le prime convincenti opere dagli accenti divisionisti. Diplomatosi all’Accademia nel 1906, intensifica la sua attività di decoratore di ambienti, che aveva intrapreso da tempo e con la quale si sostiene. Il 1909 segna l’inizio delle decorazioni murali in edifici religiosi in Umbria, come nella chiesa di Santa Maria Assunta a Monte Vibiano Vecchio vicino Todi. Al 1912 risale la sua adesione al Futurismo e si intensifica l’attività del gruppo futurista perugino che si riuniva nel Caffè del centro per discutere del rinnovamento dell’arte proposto dagli echi che giungevano del manifesto di Marinetti. Di questo periodo i primi studi di motociclisti, ciclisti, ritmi astrali, esplosioni che esaltano una visione dinamica e sintetica del movimento. Nell’aprile del 1914 è uno dei principali organizzatori della memorabile Serata futurista tenuta al Politeama Turreno di Perugia con la presenza di Marinetti. Nel 1915 parte per la Prima Guerra Mondiale, ma continuerà a dipingere con mezzi di fortuna e soprattutto a scrivere novelle, racconti, appunti e molte “parole in libertà”. Tornato dalla guerra, riprende presto i contatti con gli amici futuristi. Nel 1924 un suo dipinto, Primavera umbra, viene accettato dalla commissione esaminatrice della Biennale di Venezia, dove esporrà ininterrottamente per le successive edizioni fino al 1942 anno della sua sala personale. Nel 1926 inizia l’attività di decoratore a Roma e il previsto soggiorno di qualche mese si prolungherà fino al 1939, quando tornerà a Perugia ad insegnare. L’opera più importante di questo periodo è il Trittico della velocità più volte elogiata da Marinetti, che con la decorazione murale dell’Idroscalo di Ostia del 1928, segnerà l’affermazione dell’aeropittura, dando nuovo impulso al corso futurista. Rientra definitivamente nella sua città natale nel 1939 e tra il 1936 e il 1938 insegna all’Istituto d’Arte di Perugia, per poi essere incaricato della cattedra di Pittura dell’Accademia di Belle Arti, divenendone direttore nel 1940. Alla fine del 1941 scrive il Manifesto umbro dell’aeropittura, la sua dichiarazione di poetica in cui specifica l’originalità del proprio linguaggio aeropittorico. Nel 1945 lascerà la direzione dell’Accademia, pur proseguendo l’insegnamento di Pittura fino al 1966. La prima mostra personale del dopoguerra è del 1951 a Milano anno in cui è invitato alla prima mostra storica sul movimento d’avanguardia tenutasi a Bologna. Espone incessantemente a numerosissime collettive soprattutto in Umbria, dove è considerato sempre un indiscusso maestro, continuando a partecipare e a vincere numerosi premi. Nel 1957 dona al Comune di Perugia cinque suoi capolavori per costituire il nucleo della futura Galleria d’Arte Moderna e la città organizza una sua prima retrospettiva. A seguito di una richiesta, dona il dipinto Esplosione di rosso sul verde alla Tate Gallery di Londra nel 1972 e due anni dopo si tiene a Trieste una grande antologica per i suoi novant’anni. Dottori muore il 13 giugno del 1977 nella sua casa di viale Pellini a Perugia.

 

Gerardo Dottori

...e la luce fu, 1971

litografia a due colori interamente ritoccata a mano, cm 50x70

 

Gerardo Dottori

Studio per il ciclo dei "Fioretti di San Francesco", (1932)

carboncino su carta, cm 105x35