
Claudia Fulvi, pittrice autodidatta, trae la sua ispirazione dalla pittura Impressionista di Pierre-Auguste Renoir, dalla ritrattistica di Giovanni Boldini e dall’espressione materica di Alberto Burri. Ha frequentato il corso di pittura della Pittrice Michela Peccini, all’Università della Terza Età di Perugia proseguendo poi il percorso presso la sua bottega. è stata allieva del Maestro Fausto Minestrini ed ha frequentato il corso di pittura della scuola “Next Scuola di Arti Visive” di Viterbo. Tra le ultime mostre ricordiamo: 2019 - Partecipazione a Venice Art Fair, Forlì con la scuola del Maestro Fausto Minestrini. 2019 - Mostra collettiva “Minestrini and Friends” con la scuola del Maestro Fausto Minestrini presso la Galleria Ess&rre presso il porto turistico di Olbia. 2019 - Partecipazione mostra collettiva di Arte Contemporanea “Finestre sul mondo” presso la Rocca Paolina di Perugia. 2019 Teatro di Magione (PG) “Caleidoscopio” ideazione con altre due artiste di un evento multimediale con proiezione dei dipinti sulla tarlatana e interpretazione delle opere del ballerino Cacopardi. 2024 - Partecipazione all’asta di arte moderna e contemporanea della Prince Group Art Code. 2025 - Partecipazione alla mostra collettiva di Arte Contemporanea ‘’Stati d’Arte’’ organizzata dall’Associazione la Casa degli Artisti Aps presso il Palazzo Comunale di Spello (PG). 2026 - Partecipazione alla mostra collettiva ‘’Mosaico di Pace’’ organizzata da Michele Martinelli presso le sale Antico Mulino e Belvedere di Corciano (PG).
STATI D'ARTE 2026
Profugo, 2018, tecnica mista su tela, 80 x 60 cm
Questa opera offre una rilettura potente, cruda e profondamente contemporanea dell’eredità francescana. La figura di questo profugo segnato dalla sofferenza e dalla povertà mostra un volto che potremmo incontrare oggi nelle periferia delle nostre città, Francesco d’Assisi scelse la vicinanza ai lebbrosi e ai dimenticati. Nel suo sguardo c’è una fiera umanità che riflette l’idea francescana secondo cui ogni essere umano, specialmente il più vulnerabile, possiede una sacralità intrinseca. Gli accenti cromatici indicano che, anche nella povertà e nella sofferenza arde una scintilla di vita, di divino o di riscatto sociale.
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