Figlio di un ingegnere greco, Julianos Kattinis, nasce a Damasco nel 1934. I numerosi trasferimenti della famiglia permettono al giovane Kattinis di conoscere culture differenti.

Inizia a dipingere all’età di 11 anni. Nel 1951, all’età di 17 anni, la famiglia si trasferisce a Gerusalemme, dove il giovane frequenta il liceo dei Gesuiti francesi e realizza il suo primo dipinto a olio.

Le prime opere sono ispirate all’ambiente che lo circonda: nature morte e paesaggi nei quali è possibile riconoscere il Mar Morto, Petra, Gerico. La prima mostra dell’artista risale al 1957, su invito del Centro Culturale Egiziano di Damasco che acquista due dei suoi quadri in stile espressionista.

Kattinis partecipa attivamente alla vita culturale di Damasco ed espone in musei e centri d’arte, riscuotendo il favore della critica.

Un grave incidente stradale e il conseguente ricovero, segnano una profonda trasformazione interiore dunque Kattinis decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

Nel 1961 l’artista lascia il Medio Oriente: Parigi, Atene, Vienna, Ginevra, Monaco di Baviera e Innsbruck sono in grande fermento culturale e Kattinis ne è partecipe realizzando opere dai colori vivaci, connottate da un simbolismo fortemente espressionista.

Si stabilisce a Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti. Studia con artisti già affermati come Mario Maffai, Mino Maccari e Giuseppe Canali. Nel 1964 si diploma e partecipa alla XXXII Biennale d’Arte di Venezia con le opere del periodo astratto.

Nel 1972 Palazzo Braschi di Roma espone una sua personale: le opere segnano la piena maturità artistica. Nel medesimo anno viene pubblicata la sua prima cartella di incisioni ad acquaforte e linoleumgrafia e il suo primo volume monografico.

Durante la sua vita artistica, espone in prestigiose gallerie e musei italiani ed esteri, gli vengono commissionate grandi pitture murali, fra i quali le tre grandi opere ispirate all’antica civiltà etrusca (Fattoria Pianetti in Manciano, Grosseto).

Il Museo Albertina di Vienna e il Palazzo Braschi di Roma possiedono alcune opere del Maestro.

Artista poliedrico, utilizza olio, acrilico, pastelli, acquerelli e sperimenta varie tecniche grafiche quali incisioni e serigrafie.

 

 

STATI D'ARTE 2026

 

Senza titolo, 1985, olio su tela, 60 x 80 cm

Senza titolo, 1964, olio su tela, 100 x 80 cm

 

 

Un universo suggestivo, mitologico e onirico, è protagonista nelle opere di Julianos Kattinis, nato a Damasco nel 1934 da genitori greci ateniesi, che dopo aver studiato in Medio Oriente e in diversi Paesi europei, ha scelto Roma come città d’adozione.

Kattinis è scomparso il 9 settembre 2023 ma ci ha lasciato il ricordo della sua sensibilità umana e artistica e della sua forte personalità, e le sue splendide opere, che vivranno per sempre. Ognuna di esse è storia rivelata, ricca di suggestioni e rimandi alla mitologia e alla vita vissuta.

Quella di Kattinis è un’arte che coinvolge emotivamente, trascinando lo spettatore in un mondo enigmatico, ancestrale, fortemente connotato di simboli. Visioni panteistico-metafisiche della realtà, le sue opere sono caratterizzate da stratificazioni segniche e coloristiche che si dispongono le une sulle altre, si sovrappongono, si intersecano, si fondono tra loro, creando un tessuto onirico e sensuale, atavico e criptico. Le sue figure, inondate di luce, sono arcaiche e moderne al tempo stesso, memori delle civiltà millenarie del Mediterraneo.

Cinzia Folcarelli