
Kim Sung Heun è uno scultore e artista installativo coreano la cui ricerca indaga le relazioni tra arte, materia ed ecologia. Laureato in Scultura presso la Chungnam National University, ha conseguito un Master in Scultura e in Arteterapia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e un dottorato in Scultura presso la Hongik University con una tesi dedicata all’intreccio tra arte contemporanea ed ecologia. La sua pratica nasce dall’osservazione delle interazioni tra elementi umani e non umani, trasformando materiali come plastica di scarto, piante, luce e vento in forme capaci di raccontare nuovi equilibri tra ambiente, memoria e trasformazione. Per Kim Sung Heun l’arte ecologica non è semplicemente una riflessione sulla natura, ma un modo di costruire relazioni e di riconoscere la reciproca influenza tra materia, individuo e spazio. Attivo sulla scena internazionale, ha realizzato oltre quindici mostre personali e partecipato a circa quaranta simposi e residenze artistiche in numerosi Paesi. Le sue opere sono state presentate in importanti rassegne internazionali e fanno parte di collezioni pubbliche e private in Corea, Italia e altri Paesi. Parallelamente alla ricerca artistica, svolge attività didattica presso la Jeonbuk National University e la University of Suwon, sviluppando un approccio educativo fondato sulla “circolazione dei materiali” e sulla relazione tra artista, ambiente e comunità. La sua ricerca considera l’arte come una pratica di ascolto e coesistenza, un esercizio per imparare ad abitare il mondo attraverso nuove forme di risonanza.
STATI D'ARTE 2026
Imprint, 2013, carta e inchiostro per la stampa, 100 x 70 cm
"IMPRINT è il punto di partenza del “Parlamento delle cose”. Le tracce lasciate dall’essere umano, gli abiti scartati e le macchie d’inchiostro sono tutte forme di parola degli oggetti. Attraverso quest'opera ho sperimentato la "materia che ricorda" e il "mondo che risponde affettivamente". è stato un processo il cui l'arte traduce il linguaggio delle cose, e allo stesso tempo, incide nuovamente l'etica della nostra societa."
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