Pietro Ricci, artista concettuale che opera fuori dai circuiti istituzionali e commerciali, predilige contesti stimolanti e autentici. Autodidatta, ironico e provocatorio, ama cimentarsi in qualsiasi forma artistica che ritiene adepta al tema d'ispirazione, privilegia la progettazione e la creazione di opere dal forte impatto psicologico, tra gioco, catarsi e inganno.

I suoi lavori – come Il Piccolo Serial Killer, (Trevi, Flash ART Museum - 2003), La Stigmatrice semi-automatica, (Terra dei maestri artisti umbri del 900-2007), Il Baciometro, Tessere il tempo, Il Suicidario, il Papagramma – mirano a coinvolgere attivamente lo spettatore, destabilizzandolo. Definito da Andrea Baffoni "l'artista dell'inganno, illusionista e funambolo”, Ricci smonta i canoni dell’arte estetica per restituirle una funzione rivelatrice e psichica: il suo fare arte permeato da temi sociali e d’attualità e’ volto a smascherare luoghi comuni e ipocrisie. Scrive e si dedica alla digital art. Lavora come arteterapeuta in ambito clinico e sociale. Attualmente ricopre il ruolo di Executive Manager del Premio Artistico Lauretani: “La chiaroveggenza del possibile - oltre il limite”, coordinando le attività organizzative e gestionali del progetto e contribuendo alla valorizzazione e alla promozione dell’arte e dei talenti coinvolti nell’iniziativa.

 

 

 

STATI D'ARTE 2026

 

Il progetto espositivo prevede due opere a parete e una performance:

1) “San Paolo Invest”, 2024, Riproduzione digitale da originale, 100 x 70 cm

 

2) “Devoti e circuiti”, Approprizione indebite di santità, 2026, stampa digitale, 100 x 70 cm

 

PERFORMANCE (eseguita di fronte alle opere)

Titolo: “PRONTO?!!! ..parlo con San.."

 

 

Le due opere e la performance indagano la trasformazione della devozione quando viene assorbita dai linguaggi della pubblicità.

Attraverso parole come protezione, purezza, tradizione e fede, emerge una seduzione sottile che si rivela una forma di manipolazione psicologica: una trappola pseudodevozionale.