Cinzia Salati è un artista di Foligno (PG). Si diploma in Arti Applicate all’Istituto d’Arte di Spoleto. Dopo essersi specializzata nel campo delle arti grafiche, dal 1993 si sposta attraverso le maggiori capitali asiatiche per approfondire la conoscenza di diversi materiali e tecniche, quali la fusione dei metalli e la lavorazione della creta, che trasla poi nel campo della tessitura.

Nel 2015 tiene una personale presso la Ludo Gallery di Singapore e nello stesso anno si stabilisce a Venezia. Inoltre, ha partecipato ad ArtePadova e 1500 Milano.

Le sue opere sono comparse sulle pubblicazioni Misericordiae Opera e Stati d’Arte.

 

 

STATI D'ARTE 2026

 

Pax Pacis, installazione scultorea in ceramica

 

Concetto

Pax Pacis è un’installazione composta da 131 colombe in ceramica, ciascuna incisa con la parola pace in una lingua diversa del mondo. Il numero non e’ casuale, e’ frutto di una ricerca linguistica che tiene conto delle principali lingue ufficiali e delle lingue parlate da comunita’ vive e storiche a livello globale. Ogni colomba rappresenta un popolo, una voce: insieme, formano un atlante tridimensionale che parla un solo linguaggio, quello del desiderio di armonia.

Il titolo latino, Pax Pacis, richiama la radice etimologica comune, ma anche la forma riflessiva: una pace che genera altra pace, in un tempo in cui la parola “pace” è spesso pronunciata ma raramente onorata.

La materia è il messaggio

Il soggetto è realizzato in ceramica smaltata bianca, materiale fragile ma resistente, antico e sensibile. La fragilità della ceramica è metafora esplicita della fragilità della pace. Come la ceramica, la pace può incrinarsi, rompersi, essere perduta per un gesto maldestro o per disattenzione.

Questa fragilità non è un limite, ma un avvertimento: la pace non si possiede, si custodisce.

L’incisione come testimonianza

Ogni colomba è incisa a mano, non dipinta. La parola pace è scavata nella materia, non impressa in superficie. Questo gesto manuale e lento richiama la fatica della conquista e la profondità della memoria. Nulla di decorativo: l’incisione è un atto etico, un segno che resta.

In un tempo dominato dalla comunicazione effimera, Pax Pacis propone un linguaggio inciso, duraturo, resistente alla cancellazione. La parola diventa così parte integrante dell’opera, come lo è la storia nelle vite dei popoli che l’hanno pronunciata.

 

La forma della colomba

La colomba di Pax Pacis ha una forma rotonda, essenziale, quasi primordiale. Il suo corpo è pieno, privo di spigoli: una forma morbida e prospera, che richiama l’idea di abbondanza,.

il volto non è definito. È un simbolo universale, spogliato da ogni dettaglio realistico per diventare archetipo.

È una colomba che non ha bisogno di andare altrove: è già dove serve essere.

La sua rotondità è anche una forma di pace, di ritorno all’essenziale, di equilibrio raggiunto. Un corpo unico, che contiene dentro di sé tutte le lingue del mondo.

 

“Ho scelto la ceramica perché è fragile come la pace. Ho inciso ogni parola perché la pace non si scrive: si conquista.

La colomba è il simbolo che ci resta quando le parole finiscono.
Pax Pacis è il mio modo per ricordare che ogni lingua ha detto, almeno una volta nella storia, la parola ‘pace’.
E che nessuna deve dimenticarla.”

Cinzia Salati