Djiby Samb è un giovane artista senegalese, nato a Dakar, che ha vissuto con la madre senza aver mai conosciuto il padre. Arrivato in Italia nel 2015, Djiby inizialmente non nutriva l'ambizione di diventare un artista, ma, come molti giovani della sua età, aspirava a diventare un calciatore professionista; un talento innato, tuttavia, dopo momenti difficili lo ha spinto a provare ad entrare nel mondo dell'arte, cercando di migliorare le sue capacità. Nel gennaio del '23 ha iniziato a farsi notare sui social network, pubblicando ritratti e specializzandosi gradualmente in quelli di personaggi famosi: trova così una motivazione per continuare con la pittura e inizia a partecipare a diverse mostre collettive.

 

 

 

STATI D'ARTE 2025

 

Il progresso

 

L’opera ritrae una figura umana – maschile o femminile, volutamente ambigua – in un momento di tensione e forza interiore. Il corpo, piegato sotto il peso di un grande masso, è scolpito con precisione anatomica: ogni muscolo teso, ogni vena in rilievo, suggerisce lo sforzo immenso, ma anche la volontà incrollabile di andare avanti.

Il volto è il cuore emotivo del disegno: gli occhi, puntati verso l’orizzonte, brillano di una luce intensa, nonostante l’uso del solo chiaroscuro. Le sopracciglia aggrottate, le mascelle serrate e la postura in avanti raccontano senza parole la lotta silenziosa di chi non si arrende.

Sul fondo, il paesaggio è spoglio, quasi desertico, realizzato con tocchi ruvidi di carboncino. Nessuna traccia di conforto o aiuto: solo la figura e il suo cammino. Il contrasto tra i toni scuri e le zone di luce che accarezzano il corpo suggerisce che la determinazione è una luce interiore che resiste anche nell’oscurità più profonda.

Con una combinazione sapiente di tecniche grafiche, Djibylartist non celebra un momento di vittoria, ma il processo stesso della lotta. La determinazione, in quest’opera, è ritratta come una forza che nasce dal sacrificio, dalla solitudine e dal coraggio di andare avanti, un passo alla volta.

 

 

 

La determinazione

 

L’opera si sviluppa in un’intensa composizione monocromatica, dove la delicatezza della matita si intreccia con la forza espressiva del carboncino. Al centro della scena, una figura umana — forse simbolica, forse reale — emerge da uno sfondo caotico e oscuro. Il volto, parzialmente illuminato, guarda verso l’alto, verso una sorgente di luce fuori campo, simbolo di speranza e aspirazione.

La parte inferiore dell’opera è caratterizzata da elementi frammentati: rovine di ingranaggi, pagine sparse, edifici in decadenza — rappresentazioni del passato e delle difficoltà. Salendo, le linee si fanno più nette e ordinate: si notano circuiti, trame geometriche, e forme architettoniche più moderne, come se il caos venisse gradualmente trasformato in ordine e innovazione.

Il tratto a matita costruisce i dettagli con precisione chirurgica, mentre il carboncino, con le sue sfumature profonde, crea contrasti marcati e restituisce una forte tensione emotiva. L’insieme suggerisce un percorso: dal buio all’intelligenza, dall’ignoranza alla conoscenza, dall’oppressione alla libertà.

Djibylartist, attraverso questo lavoro, non si limita a illustrare il progresso come sviluppo tecnologico, ma lo interpreta come una trasformazione interiore e collettiva, in cui l’umanità evolve imparando a costruire su ciò che è stato.