Lamberto Trombetta nasce a Lanuvio, in provincia di Roma, il 13 agosto 1955. Autodidatta, intraprende il suo percorso artistico nel 2003, esplorando con libertà tecniche diverse — dalle polveri ai pigmenti, dagli smalti all'olio — alla ricerca di un linguaggio visivo sempre più personale e autentico.

La sua pittura nasce da un bisogno profondo: manifestare il mondo interiore nella sua interezza. La tela diventa lo spazio in cui i frammenti si ricompongono, in cui le emozioni cessano di essere separate e convivono in armonia. Una ricerca continua di completezza, di integrazione dell'essere, in cui la natura e l'uomo si fondono in un'unica vibrazione.

Artista coraggioso e mai omologato, Trombetta si distingue per un'originalità che si rinnova costantemente — nella tavolozza, nei gesti, negli sfondi che sanno essere eleganti o eterei, corposi o vellutati, sempre in profonda risonanza con lo stato d'animo che li genera. La sua pittura non si ripete mai: ogni opera è un atto nuovo, una scoperta.

Ha realizzato numerose mostre personali e partecipato a esposizioni collettive e concorsi di pittura, con opere esposte in gallerie e musei principalmente a Roma e nel Lazio. Dal 2022 è socio fondatore e Presidente dell'Associazione di promozione sociale RicreArti, nata con l'obiettivo di promuovere arte, cultura e benessere interiore.

 

STATI D'ARTE 2026

CREATURA, 2025, Acrilico su tela, 80x80cm

 

Il volto emerge dalla materia come se fosse sempre stato lì, nascosto nella terra, nel legno, nelle foglie. Non è un uomo che guarda la natura dall'esterno — è fatto della stessa sostanza: ocra, verde muschio, ruggine, terra umida. Figura e paesaggio sono indistinguibili, un'unica cosa.

Creatura porta in sé tutta l'ambiguità: ciò che è stato creato dalla natura, ma che ad essa ancora appartiene e non se n'è mai separato. Le pennellate vorticose, senza confini netti tra il viso e lo sfondo, lo dicono chiaramente: siamo natura che si guarda allo specchio.

 

IN DIVENIRE, 2025, Acrilico su tela, 80x100cm

 

In quest’opera la figura umana non è ferma: sboccia, si apre, si trasforma insieme ai fiori e agli steli che la circondano. I colori si liberano — viola, rosso, giallo, verde — in un'esplosione vitale dove non si capisce dove finisce il corpo e dove inizia la natura. È la stessa energia che spinge un fiore verso la luce.

In divenire dice che l'uomo non è mai un'entità compiuta e separata: è processo, è trasformazione continua, è parte dello stesso slancio vitale della natura. L'essere umano e il mondo che lo abita sono un'unica opera incompiuta, eternamente in crescita.