Catharina van der Beek (1960, Paesi Bassi) era avvocato per vent’anni. Poi ha deciso di dedicarsi alla pittura. Per lei dipingere significa osservare con attenzione il proprio soggetto. Il suo punto di partenza è sempre la percezione visiva: dipinge ispirandosi alla realtà. Non in modo fotografico, ma piuttosto impressionista, con un tocco di espressionismo. I suoi dipinti sono ricchi di colore, con attenzione alla luce e all’ombra. Si concentra sull’essenza, su ciò che caratterizza il soggetto, dipingendo in modo rapido e diretto, con pennelli grandi e pennellate libere. È alla ricerca della semplificazione delle forme, per riuscire così a cogliere meglio la complessità della realtà. L’esagerazione la aiuta ad arrivare al cuore delle cose. L’irregolarità è benvenuta nei suoi dipinti. Chi era San Francesco? Forse così: occhi scuri e sensibili, un’aura giovane, fresca e pura. Semplicità. Mitezza. Compassione. Si è fatto portavoce della non violenza e della pace. E non solo lui. “Compassion is not a luxery. It is a neccessity. Without compassion humanity can not survive’’ Dalai Lama.

 

 

STATI D'ARTE 2026

 

Francesco, 2026, olio su tela, 100 x 80 cm