Riccardo Veschini, in arte Rives, nasce a Perugia il 9 novembre del 1973, dove attualmente vive e lavora. Dopo aver studiato disegno tecnico all’Istituto Tecnico Industriale, prosegue come autodidatta esercitandosi in paesaggi e nature morte, firmando i suoi primi lavori figurativi nel 1995.

Nel 2010 accresce la sua esperienza nel genere astratto e materico, eseguendo diverse opere dove la pittura e la scultura si fondono, arricchendo le parti retrostanti delle tele con oggetti materici in grado di sfruttare la profondità del telaio come bassorilievi.

La sua esperienza continua a maturare con sculture di varie misure, sia in legno che in metallo, ed anche in cemento. Negli anni recenti i suoi lavori segnano il ritorno al figurativo, arricchito da spontanee e generose spatolate e schizzi disinvolti. Lavori che affrontano il tema della riflessione della luce sulle superfici, in grado di evolvere il senso cangiante dell’opera, rendendola quasi viva. Quadri monocromatici o con pochi colori, spesso scuri, le cui superfici materiche con le loro increspature, fanno in modo che la luce riflessa possa impattare in diverse inclinazioni. L’artista include nel suo repertorio lo Stone Balalncing, esaltando la bellezza estetica dei paesaggi e l’equilibrio delle forme dell’arte e dello sport, delle pietre immerse nella natura. (Edoardo Felicioni)

 

 

STATI D'ARTE 2025

 

Tramonto, tecnica mista su tela, 100x80, 2025

 

L'opera descrive il ringraziamento alla natura o divino a seconda di come uno lo intende per le cose del mondo che ci circondano e che a volte senza rendercene conto incontriamo tutti i giorni e che sono gli elementi costitutivi in fondo, acqua fuoco sole luna fiori piante erba, ringraziamento che prende forma al tramonto contrapposto al saluto che si fa al sole al mattino ad esempio nello yoga quando il sole arriva qui invece è quando se ne va come a significare una maturità, la vecchiaia che avanza e la morte che si avvicina che democraticamente è uguale per tutti e anche se ci fa tanta paura bisogna accettarla come una cosa normale che fa parte della vita stessa.